Scampato il primo guado dell’Adige, cambiamo guida e nel tratto che attraversa l’Austria per arrivare a Monaco, accadono due cose curiose; la prima è che all’una e mezza di notte su una strada statale in mezzo ai monti, nel buio più totale, ho superato un ciclista con tanto di lucine e caschetto. Allibito da tale evento anche una volpe ha deciso di suicidarsi attraversando la strada mentre passavo.
Da lì fino in Belgio, tutto normale. Ma come ben sapete, riusciamo a trovare momenti assurdi anche quando non li cerchiamo. Dopo tanta strada, arriviamo alla fattoria dove abbiamo prenotato la stanza che dovrebbe ospitarci per la notte.
Ad accoglierci ci sono una bambina biondissima di circa 5 anni, con due cani, uno piccolo tipo Jack Russel e uno enorme tipo Golden Retriver. Dopo 5 minuti di “ciao noi siamo quelli che hanno prenotato” a cui abbiamo ottenuto come risposta “…bla bla bla (tutto in francese velocissimo)”, arriva la madre che guarda noi coi cani in braccio, guarda la figlia che parla come un rapper e a gesti ci accoglie in casa e ci offre da bere.
Da lì inizia un racconto infinito, contornato da foto, sul fatto che lei fa la veterinaria, che fa partorire le mucche, i cavalli e i maiali ( questi ultimi per nostra sfortuna non li tiene più) che ha le mucche al pascolo, ma ha anche le galline, le capre e le oche ma non le mangia perché per lei sono tipo il cane. La bambina nel frattempo per aiutarci a capire di che animale ci sta parlando la madre, imita i versi degli animali tipo il gioco per bambini che gira e ti dice i versi associati agli animali: dopo il terzo animale Bruttone ha iniziato a chiedere alla bambina “…e il coccodrillo come fa???” (in versione Mosconi…).
Dopo di che per fermare la figlia che nel frattempo sta smontando casa, ci invita a fare il giro della fattoria; accettiamo e ci ritroviamo in un campo “minato” di cacche di mucca che contiene due mucche, un vitello e un cavallo. Ci avviciniamo subito al cavallo per accarezzarlo accompagnati dalla spiritata proprietaria di casa che ci spiega che tra pochi giorni partorirà. E qui Pollo fa la domanda che non va fatta: “ma tu riesci a toccare le mucche?”…
Per risposta ci troviamo a esaminare i punti dati alla mucca dopo che l’hanno aperta come un’arringa per farla partorire. Tutta la procedura è stata fatta sulla povera bestia tre giorni fa e oltre alle tempistiche la signora spiritata ci da spiegazione dettagliata del metodo…
Nonostante questo racconto che tormenterà i miei incubi per i prossimi anni, stasera ci siamo concessi una cena in un ristorante locale che ci ha proposto un filetto di manzo locale (chiamato B.B.B.) e un insalata con più maiale che verdure dentro.